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Omelia per la V domenica del Tempo di Pasqua - 3 maggio 2026

  Anche se l’evangelista Giovanni colloca questo discorso nel corso dell’ultima cena, non è per niente fuori luogo leggerlo in questi giorni che seguono la Pasqua e precedono l’ascensione del Signore. In entrambi i casi è imminente una separazione, un addio, che sia quello provocato dalla passione e morte del Signore o quello generato dall’ascensione del Risorto. Ogni allontanamento in principio è motivo di turbamento, disorientamento, paura. Si lascia una situazione certa per iniziarne una sconosciuta, sia per chi parte, sia per chi rimane. Può esserci il fascino della novità, un respiro di sollievo per una liberazione da una condizione di fatica, non buona, ma in ogni caso si entra in una situazione di incertezza, incognita. “Non sia turbato il vostro cuore” esordisce oggi il Signore, che vuole aiutarci a gestire questi sentimenti di inquietudine. “Continuate a credere in Dio e continuate a credere anche in me”. Egli sostiene che ciò che può liberarci dall’ansia dello sconosci...

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