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Omelia per la solennità di Pentecoste (24 maggio 2026)

     Abbiamo cantato la sequenza di Pentecoste. Ricchissima di immagini stupende che definiscono sia la Persona che l’azione dello Spirito Santo in noi. Nella prima strofa lo si invoca perché mandi a noi dal cielo un raggio della sua luce. Ricordatevi dell’iconografia dell’Annunciazione. Se Maria viene ritratta prima che dia il suo assenso, ci sono solo i due protagonisti con il libro della parola in evidenza. Ma se il pittore vuole esprimere il mistero dell’incarnazione dopo l’assenso di Maria, ecco che viene raffigurato appunto, un raggio di luce che viene dal cielo, o dalla Mano del Padre, con la presenza o meno della colomba, e a volte anche con il bambino che porta una piccola croce sulle spalle. Questo raggio raggiunge Maria o sulla fronte, o sul cuore, o sul grembo, a seconda che l’autore voglia sottolineare la concezione del Verbo nell’intelletto, nel cuore o nel grembo di Maria. E’ utile ricordare qui una stupenda omelia di S. Bernardo, che parla appunto di Maria...

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